Norme Editoriali

Regolamento casa editrice
Il presente regolamento ha il fine di stabilire le procedure per la pubblicazione di Opere editoriali.
Edizioni Magika pubblica Opere scientifiche che si distinguono in base alle seguenti caratteristiche:
l’originalità del tema trattato, la novità, il taglio critico e/o metodologico, insieme all’apporto al dibattito scientifico nazionale e/o internazionale.

Il Comitato di redazione
Il Comitato di redazione assolve alle seguenti funzioni:

– assicura l’effettiva attuazione del progetto editoriale e il rispetto dell’indirizzo scientifico;
– delibera sull’accettazione e pubblicazione dei lavori;
– assicura l’adeguato supporto organizzativo all’Autore (o Curatore), facilitando i controlli e le attività di revisione dei lavori da pubblicare;
– supporta le attività di promozione e diffusione dei lavori;
– favorisce l’organizzazione di eventi (convegni, workshop, seminari, …).

Il Comitato di redazione è composto da Alessandro Mancuso (responsabile editing) e dalle storiche dell’arte Katia Giannetto e Sandra Condorelli (responsabili delle procedure di revisione testi e bibliografia).

Procedura richiesta pubblicazione e contratto di edizione
La richiesta pubblicazione deve essere inoltrata dall’Autore/Curatore via e.mail
La mail deve essere completa di: nome, cognome, indirizzo e.mail di riferimento e recapito telefonico dell’Autore/Curatore; abstract della proposta editoriale; richiesta scritta dell’Autore/Curatore che indichi la Collana all’interno della quale si desidera pubblicare l’Opera.
Successivamente, sarà l’Editore che provvederà a inoltrare la bozza dell’Opera al direttore della Collana indicata dall’Autore/Curatore con il fine di esaminarla ed eventualmente avviare le procedure di referaggio.

Contratto di edizione
Il rapporto tra l’Editore e l’Autore/Curatore è regolato da un Contratto di edizione che stabilisce i diritti della casa editrice e dell’Autore/Curatore; tale contratto dovrà essere compilato e firmato dall’Autore/Curatore e dall’Editore.

Referaggio
Eventuali procedure per il referaggio:
– prima di procedere alle fasi di impaginazione, redazione e pubblicazione, la bozza dell’Opera potrà essere sottoposta al procedimento del referaggio anonimo.
La scelta dei referee:
– l’eventuale scelta viene effettuata dal responsabile della Collana.
Concluse le eventuali procedure di referaggio, Edizioni Magika inoltrerà all’Autore/Curatore le norme redazionali da applicare all’Opera; si precisa che, per tutte le Collane, le norme redazionali sono disponibili all’indirizzo www.edizionimagika.it

Consegna dell’Opera
L’Opera deve essere consegnata inviando i seguenti file:
– file in formato Microsoft Word (doc, docx, rtf) contenente il testo definitivo dell’Opera conforme alle norme redazionali; eventuali immagini da inserire, compresa quella che dovrà essere riportata in copertina (dovranno essere di buona qualità, con risoluzione minima di px 2000×3000 e numerate – comprensive di crediti fotografici); una breve descrizione dell’Opera e profilo dell’Autore/Curatore.

La Casa editrice non prenderà in consegna testi incompleti.

Servizio redazionale
All’Editore deve essere consegnata la versione definitiva dell’Opera, prima che venga effettuata l’impaginazione, prestando attenzione a: correzioni, integrazioni, norme redazionali e il format per la collana, verificando che il lavoro sia strutturato a livelli comprensibili e inequivocabili. Il testo, una volta impaginato, torna all’Autore/Curatore che procede alla verifica controllando che:
a) non siano state perse informazioni nella fase di impaginazione (p.e. corsivi o frammenti di brani);
b) sia stata rispettata la struttura del testo (parti, sezioni, capitoli, paragrafi);
c) non ci siano refusi (n.b.: il testo viene “pulito” prima che giunga all’impaginazione);
d) siano state applicate le norme in modo coerente (p.e. nelle note o nei riferimenti bibliografici).
Si ricorda, che il numero di giri bozze e di correzioni da poter apportare sono riportate a seguire:
e) Correzioni “straordinarie e indispensabili” – quali errori ortografici (compresi quelli di nomi, di persone, di città, ecc.) saranno corretti dal Comitato di redazione in “completa autonomia”, anche in fasi redazionali diverse, durante le fasi di prestampa fino anche alla predisposizione dell’incisione delle lastre litografiche.
f) la prima bozza sarà inviata da Edizioni Magika entro 30 giorni lavorativi e l’Autore/Curatore si impegna a comunicare il “visto si stampi” (o eventuali correzioni) entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione della stessa;
g) le correzioni dovranno essere apportate dall’Autore/Curatore all’interno del file PDF contenente la bozza del volume.
h) Nel primo giro di correzione bozze è ammesso un numero ridotto di modifiche, previa autorizzazione del direttore della collana o del curatore, nel secondo giro di correzione bozze il costo di correzione sarà a carico dell’Autore/Curatore. Si precisa che Edizioni Magika non risponde di eventuali spese maggiori calcolate e richieste per il mancato rispetto delle tempistiche di consegna dell’Opera, per il superamento del numero di correzioni previste e del numero di giri bozze, pertanto tali spese dovranno essere sostenute dall’Autore/Curatore.

Norme generali per la digitazione di testi

Il testo non va giustificato né formattato in modo particolare: usare l’allineamento a sinistra, con sbandieramento delle linee a destra, senza sillabazione.
Non consegnare file troppo lunghi né troppo corti: generalmente, un file per capitolo è il modo migliore per organizzare il lavoro.
Nel corso della battitura occorrerà tenere presenti alcune regole generali:

– Il ritorno a capo va usato solo per andare a capo con un nuovo paragrafo; non inserire una serie di spazi né una tabulazione per indicare l’a capo;
– le virgolette devono essere quelle angolari (o «caporali»): se non sono previste in tastiera, quelle d’apertura si indicano battendo due volte il segno di “minore” (<<); quelle di chiusura con due segni di “maggiore” (>>).
– le virgolette alte doppie – aperte e chiuse – si indicano col doppio apice (”);
– le virgolette alte semplici – aperte e chiuse – si indicano con l’apice semplice (’);
– per il trattino breve [es.: pp. 96-98] si usi il segno -;
– per il trattino lungo, o didascalico [es.: così – secondo l’uso comune – si portava … ], si usi il simbolo di sottosegnatura (_), preceduto e seguito dallo spazio (ma un eventuale segno di punteggiatura va attaccato);
– i numeri di nota vanno in apice, non preceduti da spazio, prima della punteggiatura [es.: secondo le parole di Aristotele1.];
– le citazioni da inserire nel testo in corpo minore vanno precedute dall’indicazione <ICM> posta su una riga a sé; – la fine della citazione va segnalata dall’indicazione <FCM>, sempre su una riga a sé; non è necessario segnalare alcuna rientranza, né differente interlineatura;
– per l’eventuale maiuscoletto (da battersi comunque tutto in minuscolo, non in maiuscolo) si usi la funzione maiuscoletto oppure neretto (bold).

Note, tabelle e altri apparati vanno inseriti in file distinti dal testo; nel testo occorrerà segnalare gli inserimenti di tabelle, grafici ecc. [ad es. con l’indicazione “TABELLA 1”] in una riga a sé.
Solo per il greco indicare sulla carta l’esatta scrittura dei termini, con spiriti e accenti, se il programma non prevede un font del greco; la stessa cosa anche nel caso di parole con segni diacritici particolari.

Occhielli, dediche ed epigrafi
Gli occhielli, generale e di parte, devono essere di norma allineati al titolo del frontespizio.
Le dediche vanno inserite sotto gli occhielli, nello stesso corpo del testo, in corsivo e a fondo giustezza; oppure, sempre nello stesso corpo testo, alla penultima pagina in numerazione romana prima dell’occhiello generale; in entrambi i casi allineate a inizio capitolo.
Le epigrafi devono essere inserite sotto gli occhielli o a inizio pagina. Devono essere composte in c. 8/8 tondo minuscolo, in giustezza 14 righe e a fondo giustezza. Se si tratta di poesie, devono essere allineate a sinistra; il verso più lungo deve essere a fondo giustezza, così come le firme e i titoli delle fonti.

Titoli ed epigrafi
I titoli di capitolo sono, in genere, dello stesso corpo del testo, rientrati al capoverso, con uno spazio di 6 punti fra le due linee. Le eventuali epigrafi devono essere composte in giustezza 14 righe tipografiche, in c. 8/8 tondo minuscolo, staccate dal titolo di capitolo di almeno 36 punti e dal testo inferiore di almeno 14 punti.
In dipendenza dai titoli di capitolo vi possono essere 3 ordini di titoli minori:
1) Titoli di paragrafo: numero nel corpo testo tondo medievale, poi stacco di 6 punti e quindi titoli di paragrafo in corpo testo corsivo minuscolo; spazio superiore 2 linee, inferiore 1 linea.
2) Sottoparagrafi: in corpo testo tondo minuscolo; con spazio complessivo (sopra e sotto) 2 linee.
3) Ulteriori divisioni in corpo testo tondo minuscolo spazieggiato 1 p. fra lettera e lettera.

Corpi minori
I brani citati da altri testi, quando superano almeno le quattro-cinque righe, vanno in corpo minore, senza virgolette né in apertura né in chiusura, e rientrati al capoverso.

Indici generali
Il sommario sarà collocato all’inizio del volume, prima di un’eventuale introduzione. Quando il testo è diviso in più volumi il sommario sarà completo nel primo tomo e parziale nei successivi.
Gli indici e gli elenchi delle illustrazioni seguono sempre gli indici generali e dovrebbero sempre recare le referenze fotografiche.

Esponenti di nota
Le note devono essere numerate progressivamente per paragrafo o per capitolo (eccetto che nelle riviste in cui sono numerate per saggio o per articolo); l’esponente (da evidenziarsi in verde o in giallo) va:
a) prima del segno di punteggiatura;
b) dopo la parentesi o le virgolette di chiusura quando si riferisce all’intera frase tra parentesi o tra virgolette, oppure all’interno se si riferisce a una specifica parola.

Esempio: Con le argomentazioni più elaborate il Cicognara asserì che i Cavalli fossero stati fusi a Roma
(benché forse da scultori greci)1 mentre lo Schlegel insisteva che essi non potessero essere stati realizzati
altro che in Grecia2. Gli osservatori esterni potevano permettersi di essere più corrivi. La stampa austriaca
liquidò la faccenda brevemente facendo riferimento ai «Cavalli di Corinto»3, mentre un inglese, il maggiore
Frye4, discettando sulla loro restituzione a Venezia, si chiese semplicemente: «Chissà che essi non possano
esser destinati a ritornare un giorno alla loro patria originaria, la Grecia, forse sotto auspici russi?»5.

Accenti
Nelle parole tronche, l’accentazione prevede accenti acuti sulle i e sulle u, gravi sulla a e sulle o, quasi sempre acuti sulle e tranne, ad esempio, è, cioè, caffè, tè, canapè, lacchè, gilè, piè, ahimè, Mosè.
L’accento circonflesso sulla i si richiede per la sola parola principî (plurale di principio).
Per gli omografi non è previsto l’accento, tranne che per il verbo dare (dò, dài, dàgli, dànno, ecc.).
Ventitre, trentatre e simili non devono essere accentati.
Naturalmente per i testi in lingua straniera o in dialetto vigono gli accenti originali.

Esempi:
così, partì
più, lassù,
felicità, vivrà
però, suonò
perché, sé, poté, combatté

Virgolette
Vengono usate le cosiddette francesi « ». All’interno di queste si usano le elevate doppie “ ” e all’interno delle elevate doppie le elevate semplici ‘ ’.
In certi casi vengono usate le elevate doppie “ ” o elevate semplici ‘ ’ per mettere in evidenza alcune definizioni di un concetto o di un termine filosofico, scientifico, ecc.

Esempi:
«Sul ruolo delle banche miste le pagine di Hertner, oltre a un’abbondante messe di informazioni inedite, giungono ad alcune interessanti conclusioni. In primo luogo, vi si prova 1’“elevata affinità di struttura tra i due istituti di credito italiani [Comit e Credit e le grandi banche ‘miste’ tedesche” (p. 119), cosicché si può affermare che, quando si contrae fortemente il controllo tedesco di tali banche, resta il modello tedesco».
Come è noto, il termine ‘schizofrenia’ venne coniato da Eugen Bleuler, ma la psicosi alla quale si riferisce è quella descritta da Emil Kraepelin sotto il nome di «demenza precoce».

Segni di punteggiatura
Quando seguono una parola o una frase corsiva nel testo tondo vanno in tondo, tranne i casi in cui fanno parte di una interiezione (ad es. Perbacco!) I segni di interpunzione che si accompagnano alla chiusura delle parentesi o delle virgolette vanno posti dopo le medesime.
Prima della parentesi di apertura non ci vuole la virgola.
I punti di sospensione sono sempre tre.
Se in fine di frase dopo i segni di punteggiatura indicati (…?!), vi sono le virgolette o le parentesi di chiusura, all’esterno di esse il punto fermo viene soppresso.
Se però la frase termina con un’abbreviazione seguita da parentesi o da virgolette di chiusura, il punto finale viene mantenuto.
Nell’eventualità di esponente di nota che si richiami a tutta la frase tra virgolette o tra parentesi, esso viene posto dopo le medesime e il punto finale viene mantenuto.

Esempi:
«Magister Gregorius», tuttavia, definì le figure semplicemente «compotistae» (letteralmente, «computisti», «calcolatori»), la cui prontezza mentale era simboleggiata dai cavalli.
Tuttavia, il Coustou prese «quanto v’era di buono» nella statua ed esclamò: «Tenendo sempre d’occhio la natura… quanto manca all’antico!»
Esso viene datato, oggi come sempre, agli anni tra la morte di Antinoo (130 d.C.) e quella di Adriano (138 d.C.). «Dio mio, – esclamò il West, – quanto somiglia a un giovane guerriero Mohawk!»1.

Numeri
Cardinali
In luogo del punto di separazione delle tre cifre non si lascia uno spazio.
20000 4000000 4000
Abbreviazioni dei numeri di pagina
97-98, 114-16, 191-205, 206-8, 1105-6, 1150-60, 1120-260
Abbreviazioni dei numeri di anno
1908-909, 1918-24
Non portano abbreviazioni il cambiamento di secolo e gli anni a.C.
1887-1918 166-164 a.C.
Ordinali
Sono in maiuscolo le indicazioni del secolo, delle pagine in numerazione romana, dei capitoli e delle scene (nel teatro).
secolo II pp. IV-V cap. VII scena VIII
Sono in maiuscolo i numeri ordinali riferiti a papi, monarchi imperatori, nonché le indicazioni di atto (nel teatro), di volumi, libri, parti.
Pio IX Luigi XIV atto I vol. III libro II parte I

Note
I riferimenti bibliografici a fine testo devono essere elencati senza numerazione alla fine del testo in ordine alfabetico secondo il cognome dell’autore e, per ciascun autore, nell’ordine cronologico di pubblicazione delle opere (per opere dello stesso autore pubblicate nello stesso anno, si usino le indicazioni a, b, c).
Nel caso di cognomi analoghi (ad esempio Melanie Klein e George S. Klein), secondo l’iniziale del nome di battesimo; se vi sono cognomi e iniziali di nomi di battesimo uguali, i nomi di battesimo vanno scritti per esteso (e possibilmente non si deve scordare, per maggiore chiarezza, la middle initial – a maggior ragione, questa regola va tenuta presente nel testo, soprattutto se vi sono autori che hanno uguale anche l’iniziale del nome di battesimo, ad esempio Daniel N. Stern e Donnel B. Stern). L’anno di pubblicazionr va subito dopo il luogo della casa editrice. Se l’autore ha due nomi propri (cioè se vi è anche una middle initial), così come è consuetudine nei paesi anglosassoni (ma a volte anche in Italia, ad esempio “Giovanni Andrea Bianchi”, “Pier Francesco Rossi”, ecc.), si devono scrivere le due iniziali non separate da uno spazio (ad esempio: Bianchi G.A., Rossi P.F., Kernberg O.F., ecc.).
Nel caso di lavori di più autori, devono essere riportati i cognomi di tutti. Nel caso di un lavoro curato da autore/i, va riportato il nome del curatore/i seguito dalla dizione « (a cura di) », sia per le edizioni in lingua italiana sia per quelle in lingua straniera.
Si raccomanda di limitarsi ai riferimenti citati nel testo.
I riferimenti bibliografici vanno quindi redatti secondo le regole desumibili dai seguenti esempi:

Volume
Beck A.T., Rush A.J., Shaw B.F. and Emery G., Cognitive Therapy of Depression, New York 1979 (trad. it. Terapia cognitiva della depressione, Torino 1987).

Curatela, un autore
Merini A. (a cura di), Psichiatria nel territorio, Milano 1977.

Curatela, più autori
Boltanski L., Claverie E., Offenstadt N. and Van Damme S. (a cura di). Affaires, scandales et grandes causes. De Socrate à Pinochet, Paris 2007.

Saggio da curatela
Liotti G. “Un modello cognitivo-comportamentale dell’agorafobia”, in: Guidano V.F. e Reda M.A. (a cura di), Cognitivismo e psicoterapia. Milano 2012.
Beebe B., “Mother-infant mutual influence and precursors of self and object representation” in Masling J., editor, Empirical Studies of Psychoanalytic Theories. Vol. 2. Hillsdale, NJ1983.

Testo non pubblicato
Benedetti G. “Intervento nel dibattito sulla relazione di John Gunderson al Convegno Internazionale New Trends in Schizophrenia”, Bologna 2001, 14-17 aprile (incisione su nastro).

Volume o articolo da sito Internet
Si seguono le stesse indicazioni come nel caso di volumi e articoli stampati, con l’aggiunta di: testo disponibile al
sito: www… e la data di consultazione

Sigle
Per le sigle (almeno per le più comuni) si preferisce usare l’iniziale maiuscola e il resto minuscolo.
Cgil, Enea, Fiat, Fiom, Iri, Stet, Tv, Unicef, Usa, Utet

Abbreviazioni
Nel testo usare le abbreviazioni il meno possibile. Le abbreviazioni indicanti lunghezze, quantità, capacità ecc. (m, km, g, kg, I) devono essere indicate per esteso quando siano sporadiche e non si tratti di testo scientifico. Anche i simboli %, %0 vanno estesi in per cento e per mille a meno che non si tratti di elenco statistico. Il termine nota non deve essere abbreviato.

capitolo, capitoli – cap.capp. / numero, numeri – n. nn.
citato – cit. / nuova serie – n. s.
colonna, colonne – col. coll / pagina, pagine – p. pp
confronta – cfr. / paragrafo – § par.
eccetera – ecc. / paragrafi – §§, parr.
edizione – ed. / recto verso – r v
fascicolo – fasc. / Saint-Étienne – St-Étienne
figura, figure – fig. figg. / Saint Stephen – St Stephen
foglio, fogli – f. ff. / Sankt Stephan – St Stephan
ibidem – ibid. / seguente, seguenti – sg. sgg.
junior – jr / senior – sr
manoscritto – ms / senza data – s.d.
manoscritti – mss / senza luogo – s.l.
non numerato – n.n. / tabella, tabelle – tab. tabb.
nota dell’Autore – N.d.A. – tavola, tavole – tav. tavv.
nota del Curatore – N.d.C. / traduzione – trad.
nota del Redattore – N.d.R. / verso, versi – v. vv.
nota del Traduttore – N.d.T. / volume, volumi – vol. voll.

Maiuscole e minuscole
Per non appesantire il testo si richiede un uso limitato delle maiuscole. Vanno comunque maiuscoli i nomi dei popoli.
Per la citazione di organismi, associazioni, partiti ecc. è maiuscola solo l’iniziale della prima parola.
Nei cognomi preceduti da preposizione semplice o articolata (di, da, della ecc.), la preposizione si scrive con iniziale minuscola quando il cognome è preceduto dal nome; con iniziale maiuscola quando compare solo il cognome.
La stessa regola vale per le preposizioni de in francese e von in tedesco. La preposizione olandese Van è sempre maiuscola. Mc e 0’ sono sempre maiuscole e non sono seguite da spazio.

Comunità europea, Consiglio superiore della magistratura, Corte costituzionale, ministero dei Beni culturali,
Organizzazione mondiale della sanità

Dialogato
Nel discorso diretto si usano i didascalici.
Quando il testo è intercalato da battute di dialogo, il punto che chiude il discorso diretto va collocato dopo il didascalico di chiusura. La virgola, invece, precede sempre il tratto.
Se all’interno di un dialogato c’è un inciso usare preferibilmente le virgole, oppure il didascalico ma, se il discorso prosegue senza pause, senza la virgola.
Se c’è un seguito di discorsi diretti senza andare a capo, non occorre chiudere con il didascalico: basta il punto seguito dal didascalico della battuta seguente.
Se le battute si susseguono andando a capo, si omette il tratto di chiusura.

– Impossibile, – dichiarò il signor Berg, – parto –. Georg raggiunse a fatica tra i mantelli la signora
Heinisch. – Meraviglioso, no? – gli domandò lei; – il mercoledì sono sempre a casa –. Si ritrasse in disparte con il dottor Wolff.
– Sí, d’ora in avanti dobbiamo stare tutti – noi sulle navi e voi nella capitale – molto all’erta.
– Vuoi mettere, – disse, – com’è bello fermarsi qui. Quando vogliamo ce ne andiamo a Canelli.
Possiamo pescare nel Belbo. – Valeva la pena viaggiare di notte, – gli dissi, – per fermarci a pescare nel Belbo. Io non ci sto. – Non ci stai? – Non ci sto –. E lui: – Siamo a tre ore da casa. Quando vogliamo ritorniamo –. Parlavamo sulla porta, e Rocco non ci sentiva.
– Li ho mandati io, i fiori, – dissi.
– Ah, li hai mandati? che fiori?
– Rose.
Pensato
Le frasi pensate e il discorso indiretto vanno riportati fra virgolette.
«Mica male, – pensò Pirogov; – occorre tenerlo presente». E la domenica dipoi, inevitabile come neve sul capo, si presentò alla biondina.
Anche a casa nostra giungevano queste voci favorevoli, questi: «Però, è cosí bravo», «Però, certe cose le fa bene», col tono di chi vuol fare apprezzamenti obiettivi su una persona di diversa religione, o di partito contrario, e vuol mostrarsi di mente cosí aperta da comprendere anche le idee piú lontane dalle proprie.

Titoli
La citazione, nel testo, di titoli di volumi va fatta nella lingua originale dell’opera soltanto quando essa non risulti tradotta.
I titoli dei volumi, dei saggi e dei capitoli vanno in corsivo, i titoli delle riviste e dei periodici tra virgolette.
Vanno pure in corsivo i titoli di quadri, composizioni musicali e simili; di navi, aerei e simili; di alberghi, ristoranti e simili.
Le citazioni da testi in lingua straniera devono essere tradotte se fanno parte del discorso.
Parole ed espressioni in lingua straniera quando non acquisite al linguaggio comune (understatement, grandeur, Weltliteratur) vanno in corsivo e non poste tra virgolette.
I nomi di enti, istituti ecc. non vanno tradotti, né messi in corsivo, né tra virgolette.
Per le parole straniere, curare l’esatta accentazione.

Depositi legali
Le pubblicazioni di Edizioni Magika verranno depositate legalmente presso le biblioteche indicate dalla Legge per il deposito legale.

Comunicazione casa editrice, tipografia e Autore/Curatore
La comunicazione tra Autore/Curatore e la tipografia avverrà esclusivamente mediante il referente della casa editrice Alessandro Mancuso che avrà il compito di fare da tramite tra i due soggetti e di controllare la correttezza dei procedimenti di: impaginazione, grafica della copertina, correzione bozze e stampa finale del libro.

Stampa tipografica
Il servizio accordato con la tipografia prevede tempistiche per la stampa dei libri che possono variare da 15 (quindici) a 90 (sessanta) giorni lavorativi.

Copie omaggio
Le eventuali copie omaggio sono stabilite nel Contratto di edizione. La consegna delle copie omaggio avverrà presso la sede di Edizioni Magika.


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